venerdì 30 ottobre 2015

Eppure non ci sarò...

Nelle scorse settimane ho annunciato la mia candidatura, ho lanciato una raccolta fondi simbolica per una “campagna elettorale all'americana”, ho cercato di animare il dibattito precongressuale con una serie di proposte di riforma del nostro movimento e mi sono confrontato con molte e molti di voi. Ho fatto tutto questo con entusiasmo eppure al Congresso non ci sarò.

No, non è uno scherzo e non vi sto prendendo in giro. Sono un iscritto, un militante, un dirigente e un candidato fantasma. Uno di quelli che vorrebbero partecipare, ma che per qualche motivo –quale non ha importanza – non potranno essere presenti. Sono uno di quelli che soffrono per il fatto di non poter partecipare e che soffrono ancora di più sapendo che lo Statuto del movimento prevede l'esercizio dei diritti delle iscritte e degli iscritti in via telematica, ma che proprio noi – campioni della legalità e del diritto – abbiamo deciso che non è una nostra priorità adottare un regolamento che renda effettivo il diritto di partecipazione previsto dallo Statuto.

Sono uno di quei compagni che fanno politica ogni giorno, raccogliendo firme, facendo sottoscrivere appelli, organizzando banchetti, venendo a Roma più volte all'anno per le riunioni del Comitato e dedicando ogni minuto possibile alla militanza radicale. Nonostante questo non ci sarò, non sarò presente di persona e proprio per questo non mi sarà riconosciuto il diritto a partecipare.

So come molti di noi la pensano, so che molti di noi sono convinti che “se una persona ad una cosa ci tiene, allora la fa”, eppure non è sempre così, ci sono situazioni che non ci permettono di fare quello che vorremmo e non ci si può fare nulla.

E allora non mi resta che ascoltarvi su Radio Radicale, non mi resta che commentare sui social network i vostri interventi e pensare a cosa avrei voluto dire, a quali documenti avrei presentato, a quali mozioni sarei stato favorevole e a quali contrario. Insomma, non mi resta che pensare a tutte quelle cose che avrei tanto voluto fare ma che grazie alla nostra ottusità non potrò fare.

Mancare all'appuntamento congressuale, per un radicale, non è cosa da poco. Il Congresso non solo è il momento fondante dell'anno politico radicale, il momento di discussione ed elaborazione politica, durante il quale le iscritte e gli iscritti sono chiamati ad individuare le priorità del movimento, ma è anche un momento conviviale, un appuntamento fisso con amiche e amici che non ci capita di vedere spesso.

Quante compagne e compagni si trovano nella mia situazione? A quante voci rinunciamo solo perché alcuni di noi ritengono che essere presenti di persona sia “più bello”? Di quante idee e proposte ci priviamo, non “ascoltando” il nostro Statuto? Penso che queste domande dovrebbero farci riflettere.

Con la certezza che sarà proprio il XIV Congresso di Radicali Italiani a prendere i provvedimenti necessari per far sì che il movimento non debba mai più rinunciare ai contributi di nessuno di noi, non mi resta che augurarvi buon lavoro e ringraziare tutte le compagne e i compagni che hanno espresso apprezzamento per la mia candidatura e interesse per le mie proposte.


Note a margine:

  1. Ho ascoltato con piacere la relazione della segretaria e credo che Rita Bernardini abbia ragione, dobbiamo volare alto e puntare all'impossibile, questo è l'unica ragione di vita del nostro movimento. Allo stesso tempo penso però che la partitocrazia, vero e proprio cancro antidemocratico, debba essere combattuta su tutti i fronti e ad ogni livello: intervenire laddove legalità e diritto vengono colpiti, non significa farsi dettare l'agenda politica della partitocrazia, ma è un doveroso tentativo di arginare lo sfascio della democrazia, con ogni mezzo a nostra disposizione.
  2. Ho invitato più volte Riccardo Magi a esprimersi sulle mie proposte, ma non ho mai avuto risposta. Invito quindi chiunque le condivida, a sottoporle a Riccardo e a chiunque altro si candiderà alla guida del movimento, o di farsi carico di presentarle al Congresso nelle modalità che più riterrà opportune.
  3. I contributi che mi sono stati inviati a sostegno delle mie proposte, saranno naturalmente restituiti.

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