giovedì 22 ottobre 2015

7 PROPOSTE PER UNA RIFORMA RADICALE DELLA “CASA” RADICALE


1. Autosospensione di Radicali Italiani dalla Galassia Radicale, dal “pacchetto” di iscrizioni e dall’utilizzo della sede di Torre Argentina, fino a quando il Partito Radicale Nonviolento Transpartito Transnazionale non rientrerà nella legalità statutaria. L’iniziativa non vuole essere un “divorzio” dalla Galassia, ma uno stimolo perché il Partito e le altre organizzazioni costituenti si attivino per creare le condizioni politiche ed economiche per convocare il congresso del Partito.
2. Solo sfruttando gli strumenti che la tecnologia mette a nostra disposizione onoriamo pienamente il significato attuale della parola “partecipazione”.Elettorato attivo e passivo, presentazione di documenti, interventi in sede di congresso, comitato e direzione dovranno essere garantiti anche online. Garantire la partecipazione online, significa anche consentire a tutte e tutti noi di sostenere meno spese e avere quindi più risorse da dedicare all’attività politica.
3. Creazione di una piattaforma LiquidFeedback aperta a tutte le iscritte e gli iscritti a Radicali Italiani e alle associazioni territoriali e tematiche di Radicali Italiani. La nostra sede virtuale, un vero e proprio “congresso permanente”, luogo di elaborazione collettiva e continua di proposte e iniziative.
4. Abbassamento drastico della quota di iscrizione a Radicali Italiani, perché un movimento radicale non deve e non può essere un movimento elitario, ma un movimento aperto non solo formalmente a chiunque. Se è vero che la partitocrazia nega libertà, diritti e conoscenza, è difficile immaginare che i cittadini e le cittadine possano sviluppare una sensibilità tale da comprendere l’importanza di finanziare con una somma ingente di denaro chi porta avanti battaglie politiche e sociali che non hanno potuto mai conoscere. Del resto il Partito Radicale prevede iscrizione a quota zero per chi vive in Paesi in cui le libertà e i diritti civili e politici non sono garantiti. Oltre quindi a una questione prettamente economica, c’è una motivazione eminentemente politica per abbassare sensibilmente la quota e consentire a tante e tanti di iscriversi e maturare quella sensibilità che noi abbiamo maturato in anni di costante impegno e attività politica. Nulla vieterà, a chi vorrà e potrà, di contribuire versando somme più alte.
5. Le associazioni territoriali e tematiche di Radicali Italiani sono oggi il vero motore del movimento, grazie alla loro capacità di declinare localmente le battaglie nazionali e transnazionali del movimento. Le associazioni riescono inoltre, con la presenza sul territorio, a raggiungere la cittadinanza, tamponando almeno in parte i danni prodotti in termini di conoscenza dai media di regime. Per questo è necessario dar loro maggior voce all’interno del movimento e assicurare loro maggiori risorse. Per essere riconosciute da Radicali Italiani, le associazioni (oltre ad avere Segretario e Tesoriere iscritti a RI) dovranno prevedere una quota associativa non inferiore a 50 euro e potranno essere rappresentate nel Comitato Nazionale le associazioni con almeno 25 iscritti (non necessariamente iscritti a Radicali Italiani). Tutte le iscritte e gli iscritti alle associazioni avranno accesso alla piattaforma LiquidFeedback del movimento.
6. La Direzione sarà formata da 10 persone, nominate contestualmente all’elezione del segretario e del tesoriere – che indicheranno al momento della candidatura 5 nomi a testa. Eventuali membri di Direzione dimissionari, saranno sostituiti dai membri del Comitato Nazionale che hanno ricevuto più voti.
7. Presentazione alle elezioni: Radicali Italiani si riserverà il diritto di presentarsi con il proprio o con altri simboli, o di non presentarsi per nulla, in base alle condizioni politiche e alle valutazioni che le iscritte e gli iscritti faranno di volta in volta. Radicali Italiani valuterà inoltre, caso per caso, l’opportunità di sostenere formalmente le candidature di iscritte e iscritti in altre liste.
A partire da questi punti vi chiedo di darmi fiducia in congresso, sostenendo la modifica complessiva dello statuto che presenterò e affidandomi la guida del movimento per il prossimo anno politico. Vi chiedo di darmi fiducia perché è meglio un salto nel buio – che potrebbe portare a qualche piacevole novità – che proseguire sulla strada che ha portato il movimento a un passo dalla chiusura. Non vi posso assicurare grandi risultati, ma posso promettervi che, insieme, faremo il possibile per ottenerli.

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