Nelle
scorse settimane ho annunciato la mia candidatura, ho lanciato una
raccolta fondi simbolica per una “campagna elettorale
all'americana”, ho cercato di animare il dibattito precongressuale
con una serie di proposte di riforma del nostro movimento e mi sono
confrontato con molte e molti di voi. Ho fatto tutto questo con
entusiasmo eppure al Congresso non ci sarò.
No,
non è uno scherzo e non vi sto prendendo in giro. Sono un
iscritto, un militante, un dirigente e un candidato fantasma. Uno
di quelli che vorrebbero partecipare, ma che per qualche motivo
–quale non ha importanza – non potranno essere presenti. Sono uno
di quelli che soffrono per il fatto di non poter partecipare e che
soffrono ancora di più sapendo che lo Statuto del movimento prevede
l'esercizio dei diritti delle iscritte e degli iscritti in via
telematica, ma che proprio noi – campioni della legalità e del
diritto – abbiamo deciso che non è una nostra priorità adottare
un regolamento che renda effettivo il diritto di partecipazione
previsto dallo Statuto.
Sono
uno di quei compagni che fanno politica ogni giorno, raccogliendo
firme, facendo sottoscrivere appelli, organizzando banchetti, venendo
a Roma più volte all'anno per le riunioni del Comitato e dedicando
ogni minuto possibile alla militanza radicale. Nonostante questo
non ci sarò, non sarò presente di persona e proprio per questo non
mi sarà riconosciuto il diritto a partecipare.
So
come molti di noi la pensano, so che molti di noi sono convinti che
“se una persona ad una cosa ci tiene, allora la fa”, eppure non è
sempre così, ci sono situazioni che non ci permettono di fare
quello che vorremmo e non ci si può fare nulla.
E
allora non mi resta che ascoltarvi su Radio Radicale, non mi resta
che commentare sui social network i vostri interventi e
pensare a cosa avrei voluto dire, a quali documenti avrei presentato,
a quali mozioni sarei stato favorevole e a quali contrario. Insomma,
non mi resta che pensare a tutte quelle cose che avrei tanto
voluto fare ma che grazie alla nostra ottusità non potrò fare.
Mancare
all'appuntamento congressuale, per un radicale, non è cosa da poco.
Il Congresso non solo è il momento fondante dell'anno politico
radicale, il momento di discussione ed elaborazione politica, durante
il quale le iscritte e gli iscritti sono chiamati ad individuare le
priorità del movimento, ma è anche un momento conviviale, un
appuntamento fisso con amiche e amici che non ci capita di vedere
spesso.
Quante
compagne e compagni si trovano nella mia situazione? A quante
voci rinunciamo solo perché alcuni di noi ritengono che essere
presenti di persona sia “più bello”? Di quante idee e
proposte ci priviamo, non “ascoltando” il nostro Statuto?
Penso che queste domande dovrebbero farci riflettere.
Con
la certezza che sarà proprio il XIV Congresso di Radicali Italiani a
prendere i provvedimenti necessari per far sì che il movimento non
debba mai più rinunciare ai contributi di nessuno di noi, non
mi resta che augurarvi buon lavoro e ringraziare tutte le compagne e
i compagni che hanno espresso apprezzamento per la mia candidatura e
interesse per le mie proposte.
Note
a margine:
- Ho ascoltato con piacere la relazione della segretaria e credo che Rita Bernardini abbia ragione, dobbiamo volare alto e puntare all'impossibile, questo è l'unica ragione di vita del nostro movimento. Allo stesso tempo penso però che la partitocrazia, vero e proprio cancro antidemocratico, debba essere combattuta su tutti i fronti e ad ogni livello: intervenire laddove legalità e diritto vengono colpiti, non significa farsi dettare l'agenda politica della partitocrazia, ma è un doveroso tentativo di arginare lo sfascio della democrazia, con ogni mezzo a nostra disposizione.
- Ho invitato più volte Riccardo Magi a esprimersi sulle mie proposte, ma non ho mai avuto risposta. Invito quindi chiunque le condivida, a sottoporle a Riccardo e a chiunque altro si candiderà alla guida del movimento, o di farsi carico di presentarle al Congresso nelle modalità che più riterrà opportune.
- I contributi che mi sono stati inviati a sostegno delle mie proposte, saranno naturalmente restituiti.





