Si parla di un'assemblea
costituente/rifondante dei Radicali, aperta a tutti i militanti, gli
iscritti e i simpatizzanti della galassia. Pare che qualcuno o più
di qualcuno la stia già preparando. Butto giù qualche idea per
capire se ci sono altri che la pensano almeno un po’ come me e se
magari ne possa uscire fuori qualcosa di concreto. Voglio che sia
chiaro che non ho il copyright di nulla e non aspiro a cariche di
nessun tipo. Grazie a chi avrà la pazienza di leggere.
Come assemblea costituente aperta
immagino un consesso in cui abbiano diritto di parola e di voto
tutti gli attuali iscritti a RI e alle associazioni della galassia
nonché tutti coloro che negli ultimi venti anni sono stati iscritti
per almeno tre anni, anche non consecutivi, ad uno o più soggetti
della galassia stessa. L'assemblea è convocata 60 giorni prima del
suo svolgimento dal segretario di RI.
Questa la mia traccia di mozione
generale:
Nasce un nuovo
soggetto radicale che si chiama: Partito Radicale [nell'impossibilità
di poterlo fare, potrebbe chiamarsi semplicemente Radicali], il cui
simbolo è la Rosa nel Pugno con la scritta “Partito Radicale
[oppure Radicali] - Liberiamo l’Italia!”
- Il nuovo soggetto radicale ha piena autonomia di cassa e di linea politica, le quali dipendono solo ed esclusivamente dal Segretario e dal Tesoriere, eletti in congresso, che ne rispondono solo al congresso stesso, alla direzione, al comitato nazionale e al collegio dei revisori dei conti, eletti nell’ambito dello stesso. L’assemblea costituente chiede a Marco Pannella di essere il presidente onorario a vita di questo nuovo soggetto radicale.
- Programma: legge elettorale maggioritaria uninominale di collegio; abolizione dei cosiddetti rimborsi elettorali con introduzione del finanziamento su base privata con un tetto massimo per persona e con la totale deducibilità fiscale; tagli drastici dei costi della politica con revisione di tutti i contratti di affitto, di appalto e di consulenza degli organi dello stato, delle regioni, dei comuni e di tutti gli enti pubblici; abolizione delle province; taglio ragionato degli stipendi e dei benefici di tutti gli eletti e nominati italiani; anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati; amnistia ed immediata riforma del processo penale e civile per smaltire tutto l’arretrato ed evitare un nuovo accumulo di cause civili e penali; piena separazione delle carriere dei magistrati; piena ed effettiva responsabilità civile dei magistrati; divieto di incarichi extragiudiziali per i magistrati; ristrutturazione e resa a norma, secondo le direttive europee e le sentenze della Corte Europea dei Diritti, di tutti gli edifici carcerari; legalizzazione dell’uso e della coltivazione per uso personale di droghe leggere; depenalizzazione del mero uso di tutte le droghe; depenalizzazione dell’immigrazione clandestina e chiusura dei CIE e dei CARA; legalizzazione della prostituzione; riforma del diritto di cittadinanza con l’introduzione del principio dello ius soli e riduzione dei tempi di residenza a cinque anni; introduzione di norme di legge per la tutela delle coppie di fatto e per l’istituzione del matrimonio civile anche tra persone dello stesso sesso; introduzione del testamento biologico e legalizzazione dell’eutanasia; introduzione della fecondazione assistita eterologa; riforma della legge sul divorzio con accorciamento dei tempi e semplificazione delle pratiche; introduzione di una soglia di garanzia di servizio per il diritto di aborto in tutte le strutture ospedaliere pubbliche e private; introduzione di una legge anti omofobia e transfobia; revisione della norma sulla ripartizione dell’8x1000, abolizione dei finanziamenti per eventi religiosi e delle agevolazioni fiscali e tariffarie per gli enti religiosi; abolizione dei finanziamenti alle scuole private; sburocratizzazione ad ogni livello e informatizzazione di tutte le pratiche per i cittadini e le imprese; introduzione della banda larga; riduzione del costo del lavoro; restituzione dei contributi silenti; riforma fiscale con l’introduzione della piena deducibilità di tutte le spese sostenute nell'anno da cittadini, famiglie e imprese; riforma del lavoro verso un modello di assoluta flessibilità per arrivare alla libera iniziativa e imprenditorialità di qualsiasi lavoratore; introduzione del reddito minimo garantito; ristrutturazione e resa a norma di sicurezza di tutti gli edifici pubblici, particolarmente le scuole; resa a norma per i disabili di tutti gli edifici pubblici; abbattimento delle barriere architettoniche e adeguamento alle disabilità per tutte le strade, i mezzi pubblici, i semafori, la segnaletica stradale ecc.; grande piano di dismissione dei beni del patrimonio disponibile dello stato con revisione ed eventuale aggiornamento degli elenchi dei beni disponibili ed indisponibili; vendita graduale di piccole porzioni delle riserve auree cosiddette della Banca d’Italia (in realtà dello Stato Italiano) per evitare il rischio di crollo del valore dell’oro e vanificarne l’effetto; abolizione dei privilegi delle corporazioni professionali e commerciali; revisione delle concessioni dei beni demaniali ai privati (spiagge, terreni, fonti, corsi d’acqua ecc.); potenziamento degli incentivi alle imprese giovanili e femminili; rapido smaltimento dei debiti della P.A. verso i privati attraverso una revisione del Patto di Stabilità; abbattimento di tutti i dazi doganali; piena introduzione dell’IVA per cassa; abolizione graduale dell’IRAP; potenziamento degli incentivi al risparmio energetico nell'edilizia privata e nelle imprese; obbligo a più elevati standard di risparmio energetico nell'edilizia pubblica e nelle sedi della P.A.; revisione ed eventuale rottamazione dell’edilizia pubblica e privata a rischio sismico; urgente piano di allerta, evacuazione e riallocazione degli abitanti dell’area vesuviana con messa alla prova dello stesso piano con adeguamento e realizzazione di tutte le opere necessarie; potenziamento delle norme in difesa del paesaggio, dell’ambiente, degli animali, dell’agricoltura tipica, tradizionale e d’eccellenza; maggiore difesa nelle sedi europee ed internazionali del “Made in Italy” e creazione di un marchio ad hoc; maggiori incentivi alle aziende che investono in ricerca e in ammodernamento delle strutture e dei macchinari; aumento delle spese per la ricerca scientifica e tecnologica, per l’istruzione e i beni e le attività culturali; potenziamento dell’assistenza domiciliare e del sussidio economico per i malati gravi e terminali e per i disabili; tutela della libertà di ricerca scientifica; revisione di tutte le spese militari; revisione delle convenzioni coi privati del Sistema Sanitario Nazionale; revisione della spesa farmaceutica del SSN; riallineamento con gli impegni presi in sede internazionale per gli aiuti ai paesi in via di sviluppo; forte impegno dell’Italia in sede UE per l’introduzione di un’unica politica-guida a livello fiscale, economico e di difesa con l’obiettivo di una unione federale europea; sostegno all'adesione alla UE di Israele e della Turchia; introduzione di un sistema economico e commerciale euro-mediterraneo che privilegi i paesi che diano alcune precise garanzie democratiche.
- Constatata la notevole vicinanza del programma politico del sindaco Matteo Renzi con le battaglie storiche e ancora attualissime dei Radicali, gli stessi Radicali danno fin d’ora piena disponibilità ad un’alleanza col PD ed il centrosinistra ma solo se guidati dal suddetto sindaco Renzi. Ad un PD rinnovato, secondo le istanze di Renzi, siamo pronti ad affiancare un soggetto elettorale radicale rinnovato nelle strategie e nella comunicazione, soggetto che, rilanciando le sue storiche e ancora attualissime battaglie, costituisca un forte elemento di rinnovamento di tutto il centrosinistra italiano e rivendichi il ruolo di “cane da guardia” nella realizzazione di tutte le riforme auspicate, riforme che vadano incontro, sui sicuri binari della democrazia e dello stato di diritto, alla disperata richiesta di riforme che viene dagli Italiani, contrapponendo la politica del fare alla retorica populista.
- Il programma è aperto e costituisce la parte essenziale di un manifesto-appello rivolto alle associazioni, ai movimenti e alle fondazioni italiane che a ragione si definiscano: liberali, laiche, libertarie, socialiste, socialdemocratiche, riformatrici, riformiste, repubblicane, umaniste, ecologiste, ambientaliste, animaliste, antiproibizioniste, anticoroporative e di difesa dei diritti civili (carcerati, immigrati, GLBT, divorziati e separati, disabili, persone prostitute, consumatori di droghe, disabili, malati terminali ecc.), della libertà d’impresa, della libertà di stampa, della libertà di ricerca scientifica, della libertà religiosa, della libertà sessuale, del libero pensiero, del paesaggio, della cultura e dell’eccellenza produttiva italiana.
- Entro 30 giorni dalla conclusione dell’assemblea costituente è convocato il primo comitato nazionale, al quale sono invitati a partecipare, con diritto di intervento e replica ma senza diritto di voto, tutte le associazioni, i movimenti e le fondazioni italiane che abbiano aderito al manifesto-appello o pubblicamente espresso interesse verso lo stesso. Il rappresentante di ciascuna di queste associazioni è invitato a proporre integrazioni, modifiche e nuovi punti programmatici nello stesso manifesto-appello, che, sottoposti di volta in volta a votazione, potranno modificare o integrare il suddetto programma.
- L’iniziativa politica per la prossima tornata elettorale partirà, organizzata con adeguato anticipo e il più possibile pubblicizzata, con un’assemblea pubblica in una grande piazza di Roma, aperta a tutti i cittadini italiani e col motto “Liberiamo l’Italia!”, in cui si leggano e si spieghino i punti del manifesto- appello nella sua versione finale e in cui si stipuli un’alleanza con gli stessi per cambiare l’Italia secondo il programma di cui sopra e dando una risposta democratica e liberale al malcontento montante nel paese. A quest’assemblea saranno invitati a parlare dal palco anche i rappresentanti di tutte le associazioni, movimenti, fondazioni di cui sopra che avranno contribuito in qualsiasi misura alla stesura del programma nonché tutti i rappresentanti di quelle associazioni, movimenti e fondazioni che avranno successivamente firmato il manifesto-appello nella sua versione finale e pubblica. L’assemblea costituente chiede ad Emma Bonino di aprire e chiudere l’assemblea pubblica e di farsi garante dell’alleanza coi cittadini italiani.
- I rappresentanti pro tempore di quelle associazioni, movimenti e fondazioni come sopra, che avranno aderito al manifesto appello e lo avranno pubblicamente sostenuto, entreranno di diritto a far parte del comitato nazionale con uguale diritto di voto rispetto agli altri membri del comitato stesso e saranno rinnovati, rieletti o rinominati annualmente dalle stesse associazioni.Tiziana Benucci

forse è il caso di sottolineare che si tratta di una proposta personale di Tiziana Benucci, interessante e utile per la discussione, ma comunque rimane del tutto personale.
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