domenica 17 febbraio 2013
Lettera aperta al Senatore
Leggo sulla pagina facebook del Sen. Perduca che «aver deciso di non raccogliere le firme 'facilitando' la parte amministrativa ha avuto delle ripercussioni enormi sull'agibilita' politica dei radicali all'interno delle elezioni anti-democratiche, che sicuramente sara' ancora piu' pesa, di un peso tra lo psicologico e il politico, quando arrivanno i risultati elettorali da spalmare su tutta l'italia. pochi tavoli avrebbero cambiato radicalmente questo scenario».
È possibile che pochi tavoli avrebbero cambiato lo scenario in Italia ma quello che avrebbe veramente fatto la differenza sarebbe stata una decisione presa a tempo debito con la gente che poi avrebbe dovuto “fare” le cose (i militanti).
In tempi non sospetti a Verona si era presa (a maggioranza in una riunione – tutti, esclusa una compagna) la decisione di non raccogliere le firme su liste non decise democraticamente e con trasparenza, di non fare tavoli ma di agevolare con materiale e deleghe i compagni che avessero fatto individualmente scelte diverse e così si è fatto.
Le liste non sono arrivate in tempo? Non era e non è questo il punto. Al Congresso di Radicali Italiani chiunque ha parlato di partecipare a elezioni “antidemocratiche” ha rischiato il linciaggio.
Passa il tempo e Marco Pannella improvivisamente dice che, non avendo lui altri spazi – povero! –, se non la conversazione settimanale con Bordin su Radio Radicale, proprio in quell'occasione dirà qualcosa ma...nulla arriva, anzi no, ecco un tweet – un tweet?! Oddio, come il Presidente del Venezuela...il tweet! –, Rosa nel Pugno! Wow! Che bello! Perché non ci abbiamo pensato prima? Perfino Bonino scatta in piedi e sembra proprio dica che è una bella idea. Ma ci siamo sbagliati. Stop! Contrordine: amnistia con tante personalità. Stop di nuovo, no le personalità no, non ci sono! Bonino che dice, è incazzata? Non si sa....e si potrebbe andare avanti!
Da quel momento, nonostante aperture e tentativi di dialogo, la scelta di Radicali Verona è stata ignorata da tutti fino a quando non si è preferito affiancarla a quella di Veneto Radicale (legittima scelta, ma in ogni caso diversa da quella di Radicali Verona) fino a farla confondere con essa. Mi viene il dubbio se sia legittimo avere una visione diversa all'interno della Galassia Radicale, senza esserne praticamente esclusi (o ignorati o tagliati fuori oppure delegittimati a volte offesi, sicuramente trattati con sufficienza), sono convinto che la decisione di non fare i tavoli sarà “pesa”, ma non sono affatto convinto che qualcuno all'interno della Dirigenza (entità poco definita a questo punto direi) andrà fino in fondo a chiedersi perché e, soprattutto, a discuterne apertamente (già un Comitato e una Direzione sono passati invano).
Ho scritto assieme a Leonardo J. Scandola che non mi iscriverò a Radicali Italiani, ma il nostro testo diceva che «la nostra decisione di non iscriverci a Radicali Italiani non è un atto di abbandono, non ci sono in noi né animo né intenzioni distruttive, bensì speriamo con questo nostro mancato rinnovo di portare l'attenzione su temi a nostro avviso centrali per la vita futura del partito e del patrimonio di idee che esso custodisce». Questa frase ha un senso, non ci si mette molto a leggerla. Voler parlare, discutere, provocare una discussione in casa radicale ha sempre avuto un valore.
Infine, Sen. Perduca, visto che la nostra militanza ha permesso un'amicizia su facebook, anche se non una conoscenza personale, mi permetto un piccolo appunto (e mi aspetto una bella articolata risposta, insomma un elegante “statti zitto ma chi sei”, da chi è più uso ad adoperare le parole di me; non mi interessa la polemica personale ma il modo si, eccome. I modi molto poco urbani di Pannella quando “elimina” un interlocutore poco gradito non mi sono mai piaciuti): un senatore o un deputato Radicale ha un dovere in più verso le persone che sostengono la sua azione politica ed è quello di rispettarle e “respirare” più di una volta prima di trattarle (anche se su un forum di facebook) con sufficienza come, spesso, fai tu.
Gli iscritti Radicali pagano duecento euro per partecipare e stare sull'autobus, spesso sono duecento euro guadagnati facendo i camerieri la sera, facendosi mancare cose magari importanti oppure non acquistando una cravatta o una giacca da fighetti: sono pochi gatti che, almeno, devono avere il diritto di scegliere se partecipare o no ad una azione politica, a una lista, a una raccolta firme.
In ogni caso, sia chiaro, non si discute il vostro operato dentro e fuori dal Parlamento, anzi, uno dei motivi della mia militanza in questi anni è proprio l'operato di Marco Perduca. I vostri “tabellini” sono fitti più di quelli di chiunque altro in Parlamento. Ci mancherebbe altro, siete Radicali!
Beh, la mia speranza è che siate proprio voi i primi a volere una sana discussione in casa Radicale invece di osteggiare, come spesso succede, con atteggiamenti discutibili, qualsiasi richiesta di chiarezza.
Stefano Gasparato – Tesoriere dimissionario di Radicali Verona
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